Molti distretti scolastici e istituti di istruzione superiore attualmente non contemplano l’IA generativa nelle proprie politiche sull’integrità accademica. Sappiamo che alcuni studenti potrebbero aver usato questi strumenti per svolgere compiti senza dichiarare l’uso dell’IA. Oltre a poter violare i codici d’onore degli istituti, questi casi potrebbero contravvenire alle nostre Condizioni d’uso: gli utenti devono avere almeno 13 anni e quelli di età compresa tra 13 e 18 anni devono avere il permesso di un genitore o tutore per usare la piattaforma.
Nell’ultimo anno, vari distretti scolastici e università hanno introdotto nuove politiche sui contenuti generati dall’IA. Invitiamo i docenti a informarsi autonomamente sui diversi approcci per individuare quello più adatto alle proprie esigenze, con tempi adeguati per docenti e studenti.
Stiamo inoltre investendo molto nelle collaborazioni con gli istituti di istruzione superiore e prevediamo che l’uso da parte di studenti e docenti aumenterà. Abbiamo:
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Fornito GPT personalizzabili in grado di supportare i corsi o le attività negli spazi di lavoro universitari
Se la tua organizzazione è interessata a collaborare con OpenAI, consulta la nostra pagina dedicata all’istruzione.
I rilevatori di contenuti generati dall’IA funzionano?
In breve, secondo la nostra esperienza, no. La nostra ricerca sui rilevatori ha mostrato che non sono abbastanza affidabili, soprattutto considerando che i docenti potrebbero formulare giudizi sugli studenti con conseguenze potenzialmente durature. Sebbene altri sviluppatori abbiano pubblicato strumenti di rilevamento, non possiamo esprimerci sulla loro utilità.
Inoltre, ChatGPT non ha alcuna «conoscenza» di quali contenuti possano essere stati generati dall’IA. A volte inventa risposte a domande come «hai scritto tu questo [tema]?» oppure «potrebbe essere stato scritto dall’IA?». Queste risposte sono casuali e prive di fondamento.
Approfondendo la nostra ricerca sui limiti dei rilevatori, una delle principali conclusioni è stata che questi strumenti a volte indicano come generati dall’IA contenuti scritti da esseri umani.
Quando noi di OpenAI abbiamo provato ad addestrare un rilevatore di contenuti generati dall’IA, abbiamo scoperto che classificava come generati dall’IA testi scritti da esseri umani, come le opere di Shakespeare e la Dichiarazione d’indipendenza.
Sono inoltre emerse indicazioni secondo cui potrebbe penalizzare in misura sproporzionata gli studenti che hanno imparato o stanno imparando l’inglese come seconda lingua e quelli con uno stile di scrittura particolarmente schematico o conciso.
Anche se questi strumenti riuscissero a identificare con precisione i contenuti generati dall’IA (cosa che non sanno fare), agli studenti basterebbero piccole modifiche per eludere il rilevamento.
Esistono tuttavia alcuni approcci che altri hanno trovato utili:
Una tecnica che alcuni insegnanti hanno trovato utile consiste nell’incoraggiare gli studenti a condividere conversazioni specifiche di ChatGPT (istruzioni disponibili qui). Questa pratica può offrire molti vantaggi:
Documentazione del lavoro e valutazione formativa:
I docenti possono chiedere agli studenti di registrare e citare le fonti quando usano ChatGPT o l’IA nei propri lavori.
I docenti possono analizzare le interazioni degli studenti con ChatGPT per osservarne il pensiero critico e gli approcci alla risoluzione dei problemi.
I link condivisi consentono agli studenti di esaminare reciprocamente i propri lavori, favorendo un ambiente collaborativo.
Conservando le proprie conversazioni con l’IA, gli studenti possono riflettere sui progressi compiuti nel tempo. Possono vedere come si sono sviluppate le loro capacità di porre domande, analizzare le risposte e integrare le informazioni. Gli insegnanti possono inoltre usare queste registrazioni per fornire riscontri personalizzati e favorire la crescita individuale.
Alfabetizzazione informativa e sull’IA:
Gli studenti possono dimostrare la propria capacità di interagire con l’IA e la propria comprensione dei limiti dei sistemi di IA. I docenti possono valutare la qualità delle domande poste, la pertinenza delle informazioni ottenute e la capacità dello studente di metterle in discussione, verificarle e considerarne i potenziali pregiudizi.
Prevediamo un futuro in cui l’uso di strumenti di IA come ChatGPT sarà una pratica comune. Promuovere un uso responsabile aiuta gli studenti a prepararsi a un futuro in cui potrebbe essere richiesto loro di avvalersi dell’IA in contesti diversi.
Responsabilizzazione:
Condividere le interazioni con il modello rende gli studenti responsabili del modo in cui usano l’IA nei propri lavori. I docenti possono verificare che gli studenti usino lo strumento in modo responsabile e consapevole, anziché limitarsi a copiare le risposte.
